Intervista tratta da "Tennis Oggi" con il consenso dell'autore e dell'intervistato
Quando e come è nata la sua collaborazione con
l'Atp?
È nata nel 1994, dopo che avevo conseguito il Master di
chirurgia per spalle, gomito e ginocchia all'Hospital for Special Surgery
di New York, che è considerata la scuola più rinomata per le patologie
dello sport. Era già dal 1988 che andavo negli States due/tre mesi l'anno
per seguire corsi di aggiornamento.
In che cosa consiste precisamente il suo ruolo
nell'ambito del tennis?
L'Atp ha scelto uno specialista in traumatologia dello
sport in ogni paese che ospita un torneo del Grand Slam o un Masters
Series, con l'obiettivo di assicurare uno standard unico riguardante la
prevenzione, la diagnostica e il trattamento delle patologie. Per ottenere
questo risultato ogni anno vengono tenute due riunioni di aggiornamento in
Florida.
Come funziona l'organizzazione medica a Roma?
Agli Internazionali d'Italia io sono il responsabile
medico, coadiuvato da un fisioterapista straniero dell'Atp più due
fisioterapisti italiani. Dispongo di due attrezzatissimi studi all'interno
dello stadio e per il necessario appoggio diagnostico utilizzo il
Concordia Hospital.
Quanti campioni ha curato finora al Foro Italico?
Praticamente tutti. Per fare qualche nome importante,
alle mie cure hanno fatto ricorso Sampras, Agassi, Muster, Rios e tanti
altri, tra cui Alberto Costa che, come ricorderà, per un infortunio non ha
potuto disputare la finale del 1998.
Dove svolge la sua quotidiana attività di chirurgo?
Al Concordia Hospital di Roma, che è convenzionato
con la Regione Lazio.
Qual è la sua specializzazione, diciamo così,
preferita?
Tra spalla, gomito, polso, ginocchio e collo piede
preferisco lavorare sulla spalla, che mi consente di applicare la più
recente tecnica artroscopica sull'articolazione, con sempre più
soddisfacenti risultati.
Finora abbiamo parlato degli uomini. E per le
donne?
A Roma sono il responsabile medico anche del torneo
femminile, affiancato da una dottoressa con le mie stesse caratteristiche
professionali.
Se ho ben capito, professionalmente si è formato negli
Stati Uniti.
E' vero. Ammiro gli americani per il loro modo di
insegnare e per il metodo sistematico, razionale, semplice ed efficiente
con cui seguono gli atleti in giro per il mondo.
(...)
Mi parli del congresso di medicina dello sport applicata
al tennis da lei organizzato nel 1999 a Roma (1)
E' andato molto bene grazie alla partecipazione di
illustri specialisti italiani e stranieri